Giuseppina GROCCIA - centroarteclub

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Giuseppina GROCCIA

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Giuseppina Irene Groccia
– GiGro  nasce nel 1967 a Calopezzati in provincia di Cosenza
Trascorre un lungo periodo all'estero, dove consegue i suoi studi in lingua tedesca
Attualmente vive e lavora a Mirto Crosia (Cosenza)
Si avvicina all'arte seguendo un percorso da autodidatta.
La sua impostazione non è accademica ma si basa sull'attitudine al disegno, esercitata all'inizio solo con matita e carboncino, arricchita in seguito con esperienze di pittura in varie tecniche, come olio, acrilico e materico che l’ha portata a realizzare uno stile personale, basato sulla forza dei chiaroscuri e della figurazione contemporanea.
La composizione pittorica di Giuseppina Irene si realizza  infatti su uno schermo plastico a due dimensioni e vive delle emozioni, che scaturiscono dai contrasti, come il bianco e il nero, la luce e l’ombra, la gioia e il dolore, il bene e il male, l'amore e l'odio, il visibile e l’invisibile, il tangibile e l’impalpabile, il corpo e l’anima. Il tutto è  vigorosamente sorretto da una grande vivacità rappresentativa e da un forte slancio lirico e trasfiguratore, che propongono all’osservatore risonanze e contrasti chiaroscurali di notevole impatto emotivo.
Spesso intervalla la sua passione per la pittura, fatta di tecniche tradizionali, con la Digital Art, campo in cui propone, mediante gli strumenti digitali, una creatività di forte impatto emotivo, influenzata dalla personalissima rivisitazione delle immagini .

Curriculum e altro sul suo sito:  www.gigro.weebly.com

Note Critiche

L'ARTE COME PRESA DI COSCIENZA E AUTODETERMINAZIONE DI GENERE

“Non si nasce donne: si diventa.”
Simone de Beauvoir

La pittura di Giuseppina Irene Groccia (GiGro)
è una combinazione di sapiente disegno e di sfumature eccellenti. La pennellata è molto dolce, anche quando il dipinto è eseguito su base materica. Dove non può arrivare il pennello, la sfumatura è creata con le dita. L'artista carezza le sue figure, le plasma a colpi di pennello e di polpastrello. E, carezzandoli, i suoi volti assumono espressioni che rappresentano non stati d'animo momentanei e passeggeri, ma momenti cruciali nella vita di una donna: sensualità, piacere, vuoto, armonia, vanità, malinconia, rimpianto, disperazione, sfida.
Il soggetto assolutamente predominante nelle tele di GiGro è una donna giovane-adulta, carica di un alto livello di maturità, sempre presente a se stessa. E' raro incontrare fiori e ci si stupisce di un solitario paesaggio metropolitano. E' la donna ad essere costantemente al centro della scena. Anche quando si cerca di rappresentarne la debolezza ("Fragile"), la figura femminile mantiene uno sguardo fiero, sicuro, saldo: la fragilità è rappresentata da un effetto cracklé sulla tela a significare che non è lei ad essere in pericolo di crollo, piuttosto è il contesto in cui vive che può andare in frantumi da un momento all'altro.
La donna di Gigro non è mai volgare, ma neppure conosce una mediocre pudicizia. E' perfettamente a suo agio nel proprio corpo e con la propria nudità; può contemplarvisi, adagiarvisi o addirittura esplodere in una danza rabbiosa e contorta di un'esistenza rinchiusa in "gabbie" moralistiche e sociali. Ma, ancora una volta, la donna appare perfettamente consapevole del proprio Io, in grado di spazzare via le pareti psico-fisiche della cella in cui secoli di sottomissione domestica e sociale l'hanno costretta.
Ci troviamo di fronte, in conclusione, ad un'etica di liberazione di genere, dipanata attraverso un passaggio dialettico fatto di introspezione/creazione/espressione.
L'aspetto introspettivo e intimistico - non a caso, infatti, le donne sono rappresentate sempre sole - viene sviluppato e consapevolizzato attraverso la creazione pittorica. Il linguaggio dell'artista esprime e comunica una consapevolezza acquisita delle tenaci possibilità emancipatorie dell'universo femminile al di sopra di qualsiasi regola patriarcale o moralistica. In questo passaggio dialettico tra interiorità e esteriorizzazione l'opera di Giuseppina Irene Groccia assume significato, portata e fascino.

William Piccancino
Admin di Italian Museum of Contemporary Art (online)

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La digital art di Giuseppina Irene Groccia GiGro
merita per spessore artistico e linguaggio espressivo. Quando il digitale incontra la buona capacità intuitiva,la semantica artistica si svincola da ogni convenzionalità, da ogni proporzione canonica e categoria di genere. Ogni immagine è composta da sovrapposizioni e ricerche della figura femminile (o parti di essa),a volte in pose molto sensuali e intime,con rimandi Glamour magazine e Pop. Una cornice di una storia, una fotografia istantanea di un'immagine illuminata dalla immaginazione, dalla memoria e dal pensiero. Molta gente considera la Digital Art come qualcosa di molto semplice, come se certi effetti venissero creati magicamente e senza sforzo dal computer. Ma non c'è nulla di più errato. Dietro ogni opera è racchiuso una conoscenza del progetto,insieme ad una perfetta pianificazione e studio nei dettagli. La personale ricerca dell'artista calabrese riserva una comunicazione concettuale che nasconde una storia da leggere in diverse angolazioni. Il risultato finale è un'immagine che da la sensazione visiva immediata di un dipinto.
- Danilo Giusino - Esperto D'Arte

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La sensazione, che si ha  nell'osservare per la prima volta i bellissimi lavori di Giuseppina Irene Groccia
, è quella di riuscire a  varcare quel sottilissimo confine, che divide il mondo visibile da quello invisibile.
La composizione pittorica di Irene si realizza  infatti su uno schermo plastico a due dimensioni e vive delle emozioni, che scaturiscono dai contrasti, come il bianco e il nero, la luce e l’ombra, la gioia e il dolore, il bene e il male, l'amore e l'odio, il visibile e l’invisibile, il tangibile e l’impalpabile, il corpo e l’anima. Il tutto è  vigorosamente sorretto da una grande vivacità rappresentativa e da un forte slancio lirico e trasfiguratore, che propongono all’osservatore risonanze e contrasti chiaroscurali di notevole impatto emotivo. L’Artista si dedica, conseguendo esiti di sicuro interesse, alla ritrattistica e, in virtù di un sentire tutto personale e di una minuziosa ricerca introspettiva, si fa delicata interprete delle sfumature più impercettibili dell'animo umano, dando vita a composizioni di una notevole efficacia espressiva. Ma, sicuramente, il meglio di sè Irene riesce a darlo nella raffigurazione dei nudi femminili, realizzati  davvero con una eccezionale vigoria espressiva, che li fa vibrare di lirico e purissimo sentimento. E’ proprio nei contrasti di luci ed ombre che avvolgono, scolpiscono e caratterizzano questi corpi nudi, immersi nell'ombra, che si intuisce che, al di là di una parte fisica visibile, ce n’è un’altra spirituale celata. Ed è incredibile come, attraverso la raffigurazione di un corpo nudo, la nostra Artista, riesca a condurci, quasi per mano, a scoprire e svelare l’intima essenza della misteriosa bellezza dell’anima femminile che, troppo spesso, è costretta a vivere in solitudine, nella dorata gabbia del corpo, talvolta quasi soverchiata e soffocata dalla sensuale bellezza esteriore delle forme, finchè una luce quasi lunare, filtrando dallo spiraglio di un mondo astratto, non la inonda, illuminandola e rivelandola in tutta la sua più intima essenza e passionalità.

Tony Alonzo




 
 
 
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