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Gli artisti del codice

Artisti-Mostre-Attività > Il Codice che non c'è
“ IL CODEX CHE NON C’ E’ ”
È un piacere immenso introdurre il lavoro prezioso e bello dei nostri Artisti, che, in occasione del rientro del Codex Purpureus Rossanensis, hanno voluto realizzare un progetto di alto profilo culturale, “Il Codex che non c’è”, coinvolgendo le proprie capacità a servizio di un momento storico per la nostra Chiesa diocesana, per la nostra città di Rossano e per l’intero territorio.
Quanto si potrà ammirare di persona nell’accostarsi alle opere, e quanto si potrà intuire nello sfogliare questo Catalogo d’arte è: desiderio, percezione, luce, narrazione, tratto che si fa parola, colore che si trasforma in calore interiore.
Poliedrica e significativa è l’opera realizzata dal “Cenacolo degli Artisti per il Codex”, che vuole contribuire a raffigurare pagine evangeliche non presenti nel Codex Rossanensis.
L’intento mi sembra riuscito e diviene testimonianza di un coinvolgimento appassionato, con cui si corona bellamente l’evento del ritorno a casa di questo prezioso, inestimabile, Evangelario purpureo.
La nobiltà del manufatto bizantino non lascia perplessità su quanto la storia ci chiede.
Esso è Parola di quel Dio che ha scelto la carne umana come ricettacolo della sua presenza.
L’infinitamente grande che viene ospitato dall’infinitamente piccolo.
Tutto racconta del mistero ineffabile della bellezza, che prende forma, sembianza, luce, nella dinamica del dono, dell’amore.
Anche l’opera realizzata dai nostri Artisti risente di questo pregevole cammino intessuto della logica del dono.
A loro la gratitudine di questa Chiesa e di coloro che, cogliendo il bello, sapranno godere di quanto realizzato.
Una particolare menzione va all’esimio Professor Francesco FILARETO, ideatore e moderatore del progetto artistico.
A tutti buona visione.

Giuseppe Satriano
Arcivescovo

“ IL CODEX CHE NON C’ E’ ”
PRESENTAZIONE del CATALOGO D’ ARTE
Era il 10 ottobre del 2016 quando a Milano, presso la “Vigna di Leonardo–Palazzo degli Atellani”, mi accingevo a parlare del famoso “Codice di Rossano” a un nutrito e attento pubblico in un Convegno sulle “Eccellenze culturali ed enogastronomiche della Calabria”, organizzato, nel quadro delle iniziative connesse all’Expò Milano 2015, dai Gruppi di Azione Locale (G.A.L.) “Sila Greca Basso Jonio Cosentino” (correlatori il Presidente Ranieri Filippelli e il Direttore Franco Rizzo), “Alto Jonio Federico II”, “Savuto”, “Valle del Crati”, quando l’Arcivescovo di Rossano-Cariati, S. E. Giuseppe Satriano, presente come relatore, diede la bella e attesa notizia che, il giorno prima, il nostro Codex Purpureus Rossanensis è stato incluso nel “Registro della Memoria del Mondo “ dell’ UNESCO, un giusto e doveroso riconoscimento, atteso dal 2007, che indica al mondo l’ Evangelario Rossanese e, quindi, Rossano quali patrimonio bizantino dell’ Umanità.
Immediatamente mi posi la domanda: che cosa può fare il mondo della Cultura e dell’Arte per preparare, accogliere e accompagnare il “ritorno” del prezioso Evangelario nella città di Rossano e nella Calabria del Nord-Est, dopo un lungo periodo trascorso a Roma presso l’ “Istituto Centrale per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario” (ICRCPAL) di Roma, dove è stato curato da muffe e funghi, restaurato e riportato al suo primitivo splendore.
Nacque così un’idea ambiziosa, diventata ben presto un Progetto condiviso, dopo una serie di incontri culturali collegiali con noti artisti della città e del territorio, motivati a mobilitarsi come avanguardia artistica e creativa di questo comprensorio, al fine di rendersi co-protagonisti di una forte, originale e forse irripetibile iniziativa in occasione del ritorno a Rossano del Rossanensis Purpureus Codex.
Convenimmo tutti nei “Cenacoli d’Arte per il Codex”, tenutisi da gennaio fino a pochi giorni fa:
a) che l’Arte si può e si deve mettere al servizio della valorizzazione del nostro Codex, bene culturale, a oggi, unico in Calabria ad avere il riconoscimento UNESCO e, perciò, il più rappresentativo del territorio e della Regione;
b) che gli Artisti, in quanto persone e cittadini, possono e debbono dare testimonianza di amore e un contributo personale, volontario e gratuito, per il luogo d’appartenenza;
c) che i singoli Artisti, pur nel rispetto della loro soggettività e della loro autonomia e libertà tecnica e creativa, possono e debbono cercare una comunanza di sentimenti, una sintesi unificante inclusiva e, quindi, mettersi a disposizione di un progetto generale, comune, condiviso;
d) che, stabilite le regole dello stare insieme e del lavorare insieme per realizzare un Progetto d’Arte a più mani, si deve programmare e operare cercando il massimo di convergenza e di unità tra persone e Artisti diversi, affidando a un Coordinatore-portavoce, scelto unanimemente, il compito e l’onere di indicare il percorso unificante in caso di difficoltà a decidere con l’accordo di tutti;
e) che è necessario e urgente, nell’attuale fase complessa e travagliata della storia di questo territorio, ricca di inquietudini, ma anche di speranze, mettere al centro della vita sociale la Cultura, l’Arte e la Bellezza, come valori umanistici, risorse economiche, finalità di un progetto di sviluppo locale sostenibile;
f) che è altrettanto necessario e urgente unire in modo solidale intelligenze creative, vincere l'indifferenza, la rassegnazione, l’immobilismo, ri-avviare processi virtuosi di reattività sia della coscienza individuale e collettiva sia dell’economia locale, fare ripartire il territorio mettendolo all’attenzione nazionale e internazionale.

Una volta stabilite queste regole e queste aspirazioni, è nato nel “ Cenacolo degli Artisti per il Codex ” il Progetto d’Arte denominato " Il CODICE CHE NON C'E' ".

 
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